L’IMMORTALE

Regia: Marco D’Amore.

Cast:  Marco D’Amore, Giuseppe Aiello, Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli.

Genere:  Drammatico – Italia, 2019.

Durata: 116 Minuti.

Cinema di Piazza Armerina

dal 6 al 11 Dicembre

1°SPETTACOLO ore 19:00

2°SPETTACOLO ore 21:30

Trama:

Ciro di Marzio, detto l’Immortale, è stato ripescato dopo il colpo di pistola in petto ricevuto da Genny e la caduta nelle acque della costa di Napoli. Don Aniello gli spiega che la sua resurrezione gli permette quello che per altri è solo un sogno: ripartire da capo. Gli affida l’incarico di fare da intermediario con la mafia russa a Riga, in Lituania, dove però i russi sono in guerra con la criminalità locale.
Per far arrivare la droga, Ciro si appoggia all’attività di sartoria contraffatta di Bruno, ossia il suo mentore di quando era bambino a Napoli. Una collaborazione che fa riaffiorare in lui molti ricordi…

L’immortale è un doppio racconto, dove procedono in parallelo le vicende del Ciro ancora piccolo, affascinato da Bruno e ricco di speranza, e del Ciro contemporaneo, redivivo senza una causa.

Con la consueta gravità, Marco D’Amore torna a interpretare il cupo personaggio che gli ha dato la fama, inoltre, dopo essersi cimentato nella regia con due episodi della quarta stagione di Gomorra, si cimenta anche dietro la macchina da presa per il cinema. Firma anche la sceneggiatura, insieme ai veterani di Gomorra Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, alla new entry nella scrittura della prossima stagione Giulia Forgione e all’amico romanziere Francesco Ghiaccio. Il risultato è esattamente quello che ci si aspetta: un mix di flashback e scene nel presente, dove la luce pallida di Riga si giustappone alle calde notti napoletane.

In Lituania gli immigrati italiani del film vivono come spettri, insoddisfatti per quello che non hanno realizzato si arrabattano in piccoli traffici, senza speranze di grandezza. Ciro con le sue partite di cocaina risveglia però in loro la fiamma dell’ambizione criminale, ed è di questo che parla L’immortale: di come gli uomini siano disposti a dannarsi per avere quel qualcosa in più. Una legge immutabile a cui Ciro ha assistito fin da piccolo, che ha provato in prima persona con conseguenze di disastrose e di cui ora è una sorta di silenzioso testimone, che agisce con la spietatezza di chi non si fa più alcuna illusione.

È vivo perché è sopravvissuto, ma aveva chiesto a Genny di sparargli perché sapeva di non avere niente per cui vivere. A differenza dell’episodio della terza stagione di Gomorra ambientato a Sofia, in Bulgaria, dove salvare una giovane prostituta spezzava il suo autoimposto calvario, qui Ciro trova un amico ma rimane freddo, imperscrutabile, e solo al termine dei molti flashback sulla sua infanzia capiremo il perché.

Non c’è niente che non vada in L’immortale, ma non c’è nemmeno niente che non sia risaputo, sia nella storia del Ciro bambino la cui morale è inevitabile, visto quello che poi è diventato, sia in quella del Ciro adulto, che vive il proprio destino come una continua condanna. Continua a restare invischiato in una ragnatela di intrighi criminali che, proprio per il suo distacco, sa navigare con insuperabile abilità.

Una figura paradossale, però già ampiamente approfondita nelle puntate di Gomorra, di cui questo film costituisce un ponte verso la quinta stagione. Per dovere di cronaca precisiamo qui che, a differenza di quanto dicono i comunicati stampa, non è la prima volta che un prodotto seriale passa per un capitolo cinematografico prima di continuare la propria corsa televisiva: era già successo con il primo film di X-Files.

Numerosi i volti nuovi tra cui Bruno, incarnato da Giovanni Vastrella nella sua versione giovane e da Salvatore D’Onofrio in quella adulta, ma il personaggio che più buca lo schermo, nonostante le poche battute, è Vera, che ha il volto di Marianna Robustelli. Una donna che capisce il pericolo della situazione, ma è travolta da eventi più grandi di lei, a cui alla fine accetta di prendere parte. Un arco narrativo, il suo, per certi versi affine a quello inizialmente vissuto da Patrizia.

L’altra interprete femminile del film è Martina Attanasio nei panni di Stella, giovane che si esibisce con cantante e compagna di Bruno, ma di cui era già a suo modo innamorato anche il piccolo Ciro. La sua è una figura chiave per capire l’evoluzione dell’Immortale, ma è anche molto stereotipata, e ancora meno spessore hanno russi e lituani nel film, che agiscono per altro in modo ben poco intelligente, portando la vicenda a una conclusione repentina, poco preparata nonostante le quasi due ore piene di durata. Troppe per un protagonista riluttante e per una storia che non dice niente di nuovo, anche se non deluderà i fan per il tono generale, il taglio della regia e per le musiche degli immancabili Mokadelic.