MAMMINA

Regista: Rob Savage

Cast: Jessica Chastain, Jay Duplass, Karen Allen, Dichen Lachman, Arian Moayed, Travis Nelson, Adam Silver, Alec Secareanu, Jessica Pennington

Genere: Horror

Durata: 93 minuti

Cinema Garibaldi di Piazza Armerina

Dal 30 Ottobre al 4 Novembre

1° SPETTACOLO alle ore 19:00

2° SPETTACOLO alle ore 21:00

Trama: Bela, una bambina di 7 anni, sembra avere una vita apparentemente tranquilla assieme alla madre Ursula, che è spesso fuori casa per motivi di lavoro e il padre Russell che si occupa di lei durante il giorno. Ma in realtà le cose non stanno così. Una sera, dopo che è andata a letto, invoca la presenza di un’entità oscura che lei chiama ‘altra mamma’. Questa creatura, apparentemente premurosa, vuole in realtà insinuarsi nella mente della bambina. Compare all’improvviso, assume le sembianze di Ursula e stravolge la vita di tutta la famiglia. Tra l’altro, il rapporto dei genitori di Bela sta attraversando un momento di crisi. La situazione esplode in occasione della festa di anniversario di matrimonio di Ursula e Russ. Pensando che la casa sia infestata, accettano di farsi ospitare a casa di un amico, Frank. Ma il mostro continua a perseguitarli anche lì.

Una cicatrice sulla schiena. È quella di Bela e si vede inizialmente quando prova il discorso che terrà in classe ai compagni all’inizio dell’anno scolastico.

È uno dei tanti dettagli di Mammina, horror in pieno stile Blumhouse su case infestate, possessioni demoniache e doppie identità, quasi un’esercitazione sul genere che punta al modello James Wan, qui come produttore, ma lo scopiazza in modo maldestro. Quella cicatrice poteva essere un elemento ricorrente, la frattura che rimandava a un’oscura maledizione. Diventa invece solo una traccia narrativa inconsistente sul rapporto tra i genitori e Bela.

I segni, e anche gli oggetti, in Mammina si moltiplicano: porte che si aprono e chiudono, immagini allo specchio. Ma soprattutto due di questi sono ricorrenti: la bussola e le palline colorate di plastica che sono al centro di una delle scene-chiavi nel film, quella in cui Bela è in un’area giochi e poi sparisce in una dimensione oscura. Tunnel lunghissimi rossi, quasi effetto Shining, soggettive distorte, jump scare, primi piani schiacciati, sdoppiamenti. Rob Savage, come già nel precedente The Boogeyman, tira fuori tutto l’arsenale del genere horror.

Malgrado ciò, Mammina non fa mai veramente paura tranne forse nelle iniziali apparizioni di Jessica Chastain. Chi è la madre vera e chi è la sua copia? Il film non riesce a sfruttare il potenziale della presenza dell’attrice che, di solito, col genere sembra a trovarsi a proprio agio come ha dimostrato soprattutto in La madre (Mama) ma anche It. Capitolo 2.

È poi piuttosto superficiale ed esplicita (l’astuccio di Ursula) la descrizione del dramma familiare che non entra mai in sintonia con l’horror, risultato di una sceneggiatura sconclusionata che mette in gioco troppi elementi ma che poi finisce per essere estenuante nella sua ripetitività. La stessa CGI del mostro risulta abbastanza scadente e viene esibita per evidenziare la molteplicità delle sue deformazioni. Una volta scoperto il meccanismo del gioco, Mammina si blocca e non si reinventa quasi mai, neanche nella sequenza della villa di Ruth, madre di Ursula, interpretata da Karen Allen, con la presenza degli investigatori del paranormale in cui il film mostra in maniera evidente l’incapacità di costruire anche la minima tensione.

Tratto dal romanzo “Incidents Around the House” di Josh Malerman, Mammina potrebbe essere (in)volontariamente una nuova versione di Attrazione fatale: due genitori e una figlia piccola, una crisi coniugale sottotraccia, l’esistenza familiare che diventa infernale, la presenza della vasca. Forse era proprio il film di Lyne, nel suo post-romanticismo mèlo, ad essere il vero horror. E Mammina, al confronto, è come un videogame dove con il joystick si può manovrare a piacimento la figura mostruosa.